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IL SENSO COMUNE TRA RAZIONALISMO E SCETTICISMO
(Vico, Reid, Jacobi, Moore)

(Editrice Massimo, Milano 1992,
pp. 170)
IL VOLUME Il presente volume sviluppa il tema della
"filosofia del senso comune" dal punto di vista storico-critico. L’autore affronta il "pensiero
debole" e le altre forme di scetticismo che caratterizzano gran parte della
filosofia contemporanea e che ripropongono drammaticamente il problema di una
possibile "fondazione" delle certezze sul mondo, sull’io (libertà e
destino) e su Dio. I filosofi moderni, che hanno voluto superare la dialettica
razionalismo/scetticismo, che caratterizza tutto il pensiero moderno dopo
Cartesio, - afferma Livi - hanno scoperto la nozione di "senso comune"
come universale e necessaria base del dialogo e del consenso tra gli uomini,
premessa della scienza e della fede. Prima Pascal e poi Vico hanno combattuto il
razionalismo cartesiano rifacendosi al senso comune; analogamente, lo scozzese
Reid in polemica con lo scetticismo di Hume e Jacobi contro il panteismo di
Spinoza e di Schelling. Per l’autore, nel Novecento la nozione di senso comune
riappare nella filosofia "analitica" anglosassone (Moore), e così il
pensiero contemporaneo deve confrontarsi con l’alternativa filosofica del
senso comune.
Per eventuali acquisti
rivolgersi alla Casa editrice Armando.

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